“Luoghi segreti da visitare a Roma”, una guida per chi non si accontenta della grande bellezza della Capitale. E c’è anche il Laurentino

Passeggiate, escursioni e gite a due passi da Roma, per scoprire musei inaspettati, borghi suggestivi, boschi, laghi incontaminati e monasteri millenari. Tra giardini incantati e rovine senza tempo, le perle nascoste della Città Eterna si svelano in un’utilissima e avvincente guida opera di due esperti viaggiatori, giornalisti e scrittori: Andrea De Benedetti e Simone Toscano.

Luoghi segreti da visitare a Roma e dintorni – Tra giardini incantati e rovine senza tempo, le perle nascoste della Città Eterna“, edita da Newton Compton, è una guida imperdibile per tutti coloro che amano viaggiare e scoprire luoghi fantastici e poco conosciuti.

Alcuni esempi?

  • la vera Torpignattara: il mausoleo di Sant’Elena
  • il castello di Tor Crescenza: il casale di Poussin
  • le galline bianche: la splendida villa di Livia Drusilla
  • l’abbazia di Grottaferrata
  • i laghi colorati di Pomezia
  • la Valle del Sorbo e le sue cascate
  • il santuario dentro un autogrill
  • il museo dell’aeronautica di Bracciano
  • il ninfeo del Bramante a Genazzano
  • la città sotterranea di Colleferro
  • Farfa e la sua abbazia

Agli autori Simone Toscano – giornalista di Mediaset, inviato del programma Quarto Grado e conduttore per il canale all news TgCom24 – e a Andrea De Benedetti – collaboratore dell’Associated Press e grande viaggiatore per lavoro e nella vita privata – abbiamo chiesto di raccontarci come è nata l’idea della Guida e a chi si rivolge. Entrambi romani, ci hanno offerto spunti e riflessioni interessanti sulla Capitale e su come viverla al meglio.

Avete scritto la vostra guida durante l’emergenza Covid. È stato un modo per uscire di casa e superare il confinamento fisico?

Descrivere dei luoghi da vedere e non poterli visitare è stata un’esperienza quasi surreale. Per tutto il periodo del lockdown siamo stati costretti a svolgere principalmente  ricerche di archivio, consultando testi, foto e mappe. Il principale ostacolo era capire l’accessibilità di alcuni luoghi e le loro modalità di fruizione: per quanto conoscessimo bene molte delle mete, volevamo fornire un’informazione accurata ai lettori. Per questo, appena l’emergenza si è attenuata, con tutte le precauzioni del caso, abbiamo cercato di fare più sopralluoghi possibile, ma molti erano chiusi. Quando abbiamo finito anche questo lavoro, era finito il confinamento: alcuni luoghi erano tornati accessibili, ma con orari e giorni di apertura completamente diversi, così abbiamo dovuto aggiornare tutto nuovamente! È stato un lavoro davvero enorme.

Per chi è pensata questa selezione di luoghi segreti di Roma e dintorni?

In primis abbiamo pensato ai cittadini di questa città. Molti pensano che le guide siano solo  uno strumento per turisti; pensiamo non sia vero in generale, ma sicuramente non è vero per questa guida, che è una sorta di strumento per conoscere meglio il proprio territorio e viverlo. Questo libro può essere utilizzato in tanti modi: come una classica guida, certo, ma anche come una raccolta di aneddoti e storie, da sfogliare seduti in poltrona. Anzi forse è proprio leggendolo a casa che si viene presi dalla curiosità di uscire ed iniziare a vedere la città con occhi nuovi. Per questo abbiamo voluto accontentare i gusti di tutti, dalle famiglie, agli spiriti avventurosi.

Come avete scoperto le mete delle gite che proponete?

Nel modo più semplice possibile: curiosando in giro. La città e tutta la campagna romana possono essere vissuti come il campo di gioco di un’enorme caccia al tesoro. Ogni angolo racchiude una storia, un’immagine, una meraviglia. Basta prendere una qualsiasi strada consolare e percorrerla guardandosi attorno, osservando e curiosando senza paura di perdersi o di perder tempo. Possiamo dire che abbiamo condensato anni di esplorazioni, gite e passeggiate in questo libro, consigliando posti davvero poco conosciuti o da valorizzare.

Qual è la meta, sconosciutissima ai più, che non bisognerebbe perdersi per alcun motivo?

Probabilmente le vestigia di Porto, la cittadina sorta nei pressi di Ostia in periodo imperiale, che è stata per tre secoli il principale scalo marittimo della Roma Imperiale, e di cui oggi restano poche ma importantissime tracce, sparse qua e là nel territorio di Fiumicino, tra la città e l’aeroporto. Tra queste il Lago di Traiano, il bacino del porto antico, che oggi è un’oasi naturale di incredibile bellezza.

Secondo voi i romani conoscono bene la loro città?

Purtroppo no, ma non è solo colpa dei romani. Certo chi vive a Roma soffre di una sorta di “disincanto” verso le bellezze che lo circondano: dopo un po’ uno non ci fa quasi più caso. Ma è anche vero che è quasi impossibile conoscere tutto quello che la città offre. Roma ha avuto un peso storico così enorme che l’ha portata ad essere un centro di potere continentale per oltre 25 secoli. Anche considerando i periodi di declino è rimasta un simbolo culturale politico e religioso per l’Europa e per il mondo, e conserva un patrimonio artistico e storico sterminato. A questo va poi aggiunto tutto il patrimonio storico presente nella campagna romana, che è altrettanto enorme e talvolta anche più antico della città stessa. Per esempio, sapevate che a Roma è stato trovato uno dei più antichi reperti di uomo di Neanderthal rinvenuto in Italia?

Nell’introduzione alla guida definite Roma “malandata e assopita” in cerca di una nuova identità per il terzo millennio: quale potrebbe essere questa nuova identità?

In un mondo veloce come il nostro quando si rimane indietro si viene subito sorpassati, perché i flussi economici, turistici e commerciali si spostano in tempi brevissimi, e Roma è rimasta ferma. Oggi è una città senza una visione futura chiara. In un futuro ecologico, agile e delocalizzato, dove si colloca questa città? Roma avrebbe bisogno di ricostruire un tessuto sociale e produttivo, invece sembra volersi adagiare sugli allori del passato. Spesso sentiamo dire che “Roma può vivere solo di turismo”. Non è vero, e lo dimostra il fatto che il tempo medio di permanenza che i turisti passano a Roma è attorno ai due giorni. Si potrebbe dire “Roma non è stata fatta in un giorno, e di certo non ne bastano due per vederla”, ma questa è la realtà. Manca effettivamente qualcosa a livello di offerta e infrastrutture; servirebbero servizi di qualità e una vera promozione del territorio. La Roma della “Dolce Vita” ormai ha fatto il suo tempo, dobbiamo costruire un’immagine nuova della città. Eppure, nel mondo, siamo ancora legati all’immaginario di “Vacanze Romane”.

Roma, forse più di altre città, la si apprezza molto meglio andando a piedi. Quanto è importante riscoprire il valore del camminare?

Roma non ha solo  il centro storico più grande del mondo, ma anche tanto verde urbano. Spesso ci dimentichiamo quanto sia bello camminare nella nostra città.

Qualche suggerimento su luoghi che meritano una visita nella zona del Laurentino, dove si trova il centro commerciale Maximo?

Sicuramente un piccolo tesoro del quartiere è il castello della Cecchignola, che dà il nome a tutta la zona nei pressi del centro commerciale. Sotto questo maniero sgorga da secoli una fonte d’acqua potabile, la cosiddetta “Fonte Meravigliosa”, che ha alimentato per alcuni anni le fontane dell’Eur. Purtroppo i giorni di apertura sono molto pochi e bisogna prenotare la visita, ma ne vale la pena. Per chi invece si trova a passare dal Maximo casualmente consigliamo il museo della motorizzazione militare, che piacerà sicuramente ai più piccoli, ed il pregevole complesso di San Paolo alle Tre Fontane, una vera e propria oasi di pace situata sulla Laurentina.

 

 

 

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